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Dalla SIAE la licenza per mettere la musica su Internet

    Dopo la petizione di circa 400 musicisti e cantanti europei al parlamento europeo contro la pirateria musicale su Internet, la SIAE parte al contrattacco verso quanti utilizzano Internet per diffondere musica in modo illegale.
La Società italiana autori e editori (SIAE) ha predisposto una licenza per l'utilizzo in Rete del repertorio musicale contrassegnato dal suo marchio. Tale licenza consentirà ai titolari dei siti che diffondono e distribuiscono musica sul Web, di ottenere l'autorizzazione necessaria, assicurando un corrispettivo agli "aventi diritto": cioè autori, editori interpreti, esecutori o produttori. Il provvedimento, come si legge sul sito di Repubblica.it, riguarderà sia i siti commerciali sia quelli amatoriali, e prevede l'esborso di una cifra mensile pari a cento euro (circa duecentomila lire). La licenza, approvata per ora in via sperimentale, avrà validità annuale. A breve sarà possibile leggere il testo della normativa sul sito della SIAE all'indirizzo www.siae.it nell'area Internet, New media & Copyright ancora in fase di costruzione. Il primo accordo effettivo è stato siglato a Roma presso la sede della Direzione Generale della SIAE, dal presidente Luciano Villevieille Bideri, e da Peter J. Hobart, Presidente della Web Music Company, content provider per l'Italia della tecnologia Liquid Hosting Program (Liquid Audio Inc).
Quali saranno le conseguenze dell'approvazione di questa normativa lo si può ben immaginare: secondo la SIAE inizialmente si tratterà di segnalare ai content provider il fatto che per vendere e diffondere musica via Internet (non solo in formato MP3 ma anche MIDI) è necessaria specifica autorizzazione, ma se saranno riscontrate irregolarità, non è esclusa la richiesta di chiusura del sito.
Lo sfruttamento della musica in Rete, sostiene la Siae, è in netta espansione: secondo una nota diffusa dalla società la vendita dei brani musicali online costituisce oggi nel mondo un giro d'affari stimato in oltre 87 milioni di dollari che, nel 2005, si prevede arriverà a oltre quattro miliardi di dollari.

Valeria Camagni






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