Bio: Splatterpink, tra le migliori espressioni indipendenti italiane
    In sette anni di carriera, durante I quali si sono visti aprire I concerti di P.J. Harvey, No Means No e Asian Dub Foundation, gli Splatterpink di stroncature ne hanno ricevute ben poche. Anzi, nessuna!
Definiti da Ennio Bussolino "una delle più audaci e lucide espressioni della scena indipendente e alternativa nazionale", il quartetto in questione si è guadagnato la fama di gruppo più oltranzista e duramente radicale in circolazione. La ricetta consiste in una metabolizzazione di toni e umori di più varie estrazioni.
Pertanto da una matrice no wave oriented di chiara radice funk e passando in territori hard core, con punte di
esplorazione che vanno dal noise blues al jazz contemporaneo e una spiccata attitudine verso audaci incastri ritmici, gli Splatterpink danno vita a un teatrino teso ed allucinato, ai limiti del patologico.
Il tutto è supportato da furiosi riffs di basso, da un sax incendiario e malato, da una chitarra perennemente in bilico fra core e jazz e dal liquido fluire di un nuovo drumming. Musica solo in apparenza libera e sregolata, in realtà lucida e rigorosa che difficilmente dà respiro all'ascoltatore e che inevitabilmente ne richiama l'attenzione inchiodandolo in religiosa contemplazione.
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